Bonaldo incontra Fabrice Berrux

Per Bonaldo la ricerca di spunti creativi sempre nuovi è di fondamentale importanza. E' con questo spirito che nel 2018 l'azienda inaugura la collaborazione con il designer francese Fabrice Berrux, che ha portato alla creazione di tre diversi elementi di arredo: la libreria Cabinet de Curiosité, il divano modulare Panorama e la sedia Stone.

Diplomato alla scuola Nazionale di Belle Arti di Digione, Fabrice Berrux fonda nel 1987 la società “18 Août” creando oggetti divertenti che vengono venduti nei negozi di importanti musei come il Centro Georges Pompidou di Parigi. Oltre alla sua principale attività di designer, è professore presso l'École Bleue, Scuola di Design di Parigi.

Vi proponiamo di seguito una breve intervista a Fabrice Berrux e ad Alberto Bonaldo, Managing Director dell'azienda, per scoprire le idee alla base di questa collaborazione e dei progetti realizzati.

 

- Questa è la tua prima collaborazione con Bonaldo. Come è iniziata?

Fabrice Berrux: «Era da tanto che avevo in mente di lavorare con un'azienda italiana e Alberto Bonaldo cercava nuove ispirazioni. Così è nata la collaborazione con Bonaldo.»

 

- E' la prima volta, quindi, che lavori con un'azienda di arredo italiana. Com'è stato l'approccio rispetto ad altre collaborazioni precedenti?

Fabrice Berrux: «Sì, è così, quella con Bonaldo è la prima collaborazione con un'azienda italiana. Mi immaginavo un'esperienza calorosa, costruttiva, valida e gratificante. Ed è stato esattamente così! Che piacere atterrare a Venezia la mattina molto presto e poi scoprire, non appena varcata la soglia dello stabilimento, che erano in corso le ricerche per i prototipi delle mie collezioni, ognuna di esse seguita da un esperto, nel pieno rispetto dello spirito del progetto.»

 

- Anche per Bonaldo è la prima collaborazione con un designer francese. Bonaldo ha collaborato negli anni con designer di diversa provenienza e cultura. Cosa significa per l'azienda? Qual è la strategia?

Alberto Bonaldo: «Quella con Fabrice è la prima collaborazione con un designer francese ed è una delle tante collaborazioni con designer che provengono da tutto il mondo. Se vogliamo essere un’azienda internazionale è fondamentale avere influenze, ispirazioni, idee che provengono da tutto il mondo ed i designer sono una delle nostre principali fonti di ispirazione.»

 

- I tre progetti di cui parli, Fabrice, sono poi diventati i tre prodotti che Bonaldo ha presentato all'ultimo Salone del Mobile di Milano: Cabinet de Curiosité, Panorama e Stone rimandano a diverse realtà - dall'architettura fino alla natura. Da dove trai ispirazione per i tuoi progetti?

Fabrice Berrux: «Mi definisco una 'spugna multisensoriale'. Non smetto mai di assorbire tutto quello che c'è nell'ambiente intorno a me ed esamino tutto ciò che può alimentare le numerose ricerche che porto avanti. Il gusto per la diversità, la fortuna e la determinazione fanno il resto... Il fatto che questi tre prodotti affondano le loro radici in universi diversi e raccontano delle storie differenti è una scelta, o meglio un metodo di lavoro. Il mio obiettivo non è quello di imporre uno stile e ogni nuovo progetto costituisce un capitolo a sé che scrivo in base al contesto e all'umore del momento. Sullo stand di Bonaldo al Salone del Mobile, la ben riuscita coesistenza di questi tre 'capitoli' conferma che Cabinet de Curiosité, Panorama e Stone hanno dei geni in comune, ovvero la loro marcata geometria e, spero, anche una certa eleganza funzionale.»

 

- Qual è stata per te la maggiore difficoltà nel realizzare tre prodotti così diversi l'uno dall'altro?

Fabrice Berrux: «Questa domanda andrebbe fatta a Alberto Bonaldo e al suo team. E' compito dell'azienda, infatti, far fronte alla difficoltà di creare i prototipi e industrializzare prodotti così diversi l'uno dall'altro a livello di materiali, tecniche di produzione e assemblaggio. E Bonaldo è riuscita con successo in questo compito!»

Alberto Bonaldo: «Ogni nuovo prodotto per noi rappresenta una sfida e così abbiamo affrontato i progetti di Fabrice Berrux. Di forte stimolo è stato l’utilizzo di tecnologie diverse quali, ad esempio, fresatura a CNC per Cabinet de Curiositè, stampaggio dello schiumato a freddo e saldatura ossiacetilenica per Stone, differenti densità di poliuretano per garantire comfort ed una perfetta componibilità di strutture a basi esagonali, oltre ad una sapiente lavorazione di tappezzeria sartoriale nei rivestimenti per Panorama. Altrettanto stimolante è stata la costante collaborazione e confronto con Fabrice nell’ affrontare e risolvere le problematiche.» 

 

- Parliamo ora nello specifico di Cabinet de Curiosité, una libreria che è anche una vetrina. Qual è l'idea di partenza? Perché hai scelto questo nome?

Fabrice Berrux: «Ho sempre amato le librerie, i libri e gli oggetti accanto ai libri. Questa libreria è un omaggio al mio nonno parigino. Nel suo appartamento c'era una stanza che mi affascinava più delle altre, quella che lui occupava la sera fino a notte fonda: il suo studio, o meglio la sua "camera delle meraviglie". Un luogo per la riflessione, la creazione e i ricordi, dove si mescolavano e coesistevano libri, quadri, maschere, sculture e mille altri oggetti 'indispensabili'. Qualche decina di anni dopo, Cabinet de Curiosité è diventata una libreria concepita come una architettura componibile. Ciascun modulo è costituito da una facciata e da un numero variabile di finestre o di nicchie destinate ad accogliere, organizzare e mettere in mostra sia libri che souvenir o opere d'arte. Il suo nome è ovvio e questa scelta è stata consolidata dal piacere di sentirlo pronunciare con grande charme da tutto il team Bonaldo!»

 

- Secondo te, qual è il luogo migliore dove collocarla?

Fabrice Berrux: «In base al numero di elementi scelti, il suo carattere modulare consente di posizionarla in un soggiorno o in un contesto più intimo come la camera da letto.»

 

- Panorama è un divano modulare dalle molteplici composizioni. Qual è il pensiero alla base di questo progetto? Quale soluzione sceglieresti per arredare il tuo soggiorno?

Fabrice Berrux: «Panorama è una linea di divani, poltrone e pouf realizzati per comporre un paesaggio domestico modellato sui propri desideri. La sua geometria è uno stimolo all’accostamento dei diversi elementi per trasformare la zona living nel più caldo e accogliente degli ambienti. Mi auguro che Panorama crei delle connessioni: è stato studiato proprio per creare dei luoghi aggreganti, delle isole di comodità, dei bozzoli protettori su cui abbandonarsi in libertà, da soli o in compagnia.»

 

- La sedia Stone è un evidente richiamo alla natura, sia nel nome che nella forma. Come mai questa scelta? Quanto influisce la natura sul design contemporaneo? Si può parlare di un trend?

Fabrice Berrux: «Ho sempre tratto ispirazione dalle sedute improvvisate in natura che scoprivo durante lunghe passeggiate: una volta era un tronco d'albero, un'altra una roccia oppure altre comode 'sorprese naturali'. Ed è proprio in questo spirito che ho abbracciato il progetto della poltroncina Stone. E' una garanzia di confort che si delinea nella roccia, un guscio che protegge e che sa essere accogliente. Questo progetto tocca un tema a cui sono particolarmente attento e che è universale: la natura addomesticata. Inoltre, al di là di qualsiasi tendenza, noto che i tempi ci portano a ricercare continuamente il senso delle cose, a privilegiare quei prodotti con cui è facile proiettarsi in una dimensione quotidiana vivace e allo stesso tempo rilassata.»

 

- L'attività didattica e il rapporto con gli studenti influenzano il tuo modo di progettare? Come?

Fabrice Berrux: «L'attività di docente occupa un posto dominante nella mia esperienza professionale. Trasmettere agli altri significa, prima di tutto, imparare. Prima alla Scuola di Belle Arti di Digione e poi all' École Bleue di Parigi, non ho mai smesso di rendere intellegibili le numerose intuizioni e quei concetti vaghi che attiravano particolarmente la mia attenzione e che hanno sempre alimentato il mio lavoro. Senza questa necessità educativa, non mi sarei mai spinto a fare chiarezza tra le mie riflessioni e ad imparare ad esprimere con le giuste parole consigli che spero siano utili.»

 

- Bonaldo ha già collaborato con il Politecnico di Milano. La collaborazione con Fabrice Berrux, che è docente presso l'École Bleue di Parigi, rappresenta un passo avanti in questo percorso?

Alberto Bonaldo: «Tutti i prodotti Bonaldo, oltre ad avere un importante contenuto di design, hanno una forte componente tecnica. E’ fondamentale per noi essere in contatto con i luoghi deputati alla ricerca, allo studio, all’innovazione, quali le Università, i Politecnici, le Scuole di Design.  Un esempio di questo tipo di collaborazioni è quella ultra ventennale con Carlo Bartoli, docente al Politecnico di Milano e all’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Firenze e Roma, proprio per il nostro bisogno di contenuti tecnici, tecnologici e di design.»

 

- Come si integrano i prodotti disegnati da Fabrice Berrux all'interno della linea Bonaldo?

Alberto Bonaldo: «Fabrice ha uno spirito estroso, vitale ed estremamente originale. Il suo modo di pensare il prodotto è innovativo ed originale ed è esattamente quello che Bonaldo vuole per le sue collezioni.»